Maimone – La variabile costante

Maimone – La variabile costante

SCHEDA

L’efferato delitto di una giovane donna scuote la tranquilla routine settembrina della cittadina barocca di Acireale, adagiata ai piedi dell’Etna. La pista privilegiata è quella del delitto passionale, della lite domestica, una come tante, degenerata in assassinio. Ma forse le cose non stanno proprio in questi termini. Le vicende personali e professionali di Tancredi Serravalle, docente di Storia e Filosofia, incalzato dalla nuova preside, ossessionato dai programmi ministeriali, pungolato senza sosta dall’ironia irriverente del suo demone socratico, e del commissario Giacomo Costante, pendolare per amore della sua passionale dirigente di banca, si intersecano, intrecciandosi in una trama intensa che funge da pretesto per fotografare uno spaccato di realtà e suggerire alcuni spunti di riflessione sulla frenesia della società contemporanea. Una serie di circostanze contingenti, di più o meno fortuite variabili, come pure la morte nel capoluogo lombardo di un pregiudicato, vecchia conoscenza del commissario, spingerà Giacomo Costante ad allargare il fronte geografico e investigativo delle indagini e ad occuparsi di palestre, locali di lap dance, aguzzini ucraini e traffici illeciti tra Acireale e Milano. Un intreccio che coinvolgerà, apparentemente suo malgrado, anche il professor Serravalle.

ESTRATTO DAL CAPITOLO XIII

«Tancredi aveva rimuginato per tutta la serata passandosi e ripassandosi tra le mani i flaconcini che i compagni di Ettore avevano preso dallo zaino. Era rimasto silenzioso, nonostante i tentativi di Chiara di coinvolgerlo nei suoi giochi. La scena della rianimazione era ancora presente nella mente e, come in una sorta di flashback infinito, continuava a turbare i suoi pensieri. Neanche un bicchiere di Passito di Pantelleria era riuscito a lenire quel sottile, ma penetrante, senso di frustrazione e mestizia che lo aveva attanagliato per l’intero corso della giornata. Lo sbigottimento dei suoi ragazzi, l’incredulità che aveva letto nei loro occhi posti di fronte ad un evento imponderabile, avevano creato in lui uno stato di disagio e di ansia che gli premeva il petto impedendogli il respiro e ostacolando la sua concentrazione. Più continuava ad osservare il contenuto di quei flaconcini anonimi, più riteneva assurda e insensata la scelta di Ettore di sottomettersi ad un vero e proprio processo di autodistruzione. In nome di cosa poi? Un trofeo, un decimo di punto in più durante una gara? Un fugace appagamento estetico? «Cazzate! Solo cazzate!» esclamò a mezza voce, attirando la curiosità linguistica di Chiara. «Cosa hai detto, papà?». «Niente, niente, tesoro». Camilla aveva cercato di rasserenarlo. «Non ci pensare più. Fortunatamente i soccorsi sono arrivati in tempo. Forse dopo questa esperienza imparerà…» argomentava cercando di suggerire al marito ragioni per tranquillizzare il turbinio di pensieri e riflessioni che gli affollavano la mente. «La verità, Camilla, è che ormai la frattura tra noi e loro è incolmabile. Continuiamo a illuderci di essere delle guide affidabili e a illuderli presentando modelli che non hanno alcun aggancio con il tempo presente», la interruppe Tancredi. «Sei troppo pessimista, come sempre», lo redarguì Camilla. «Ma scusa, perché mai dovrebbero fidarsi di noi, delle “vecchie generazioni”, degli adulti: padri, madri, insegnanti, politici, preti? Gli abbiamo fottuto il futuro, cannibalizzandogli il presente. Continuiamo a raccontargli la favola delle virtù, dell’impegno e del sacrificio, ma poi trasformiamo le loro prove in una lotteria, in cui conta più la botta di culo che la preparazione. Gli abbiamo costruito attorno una società che ostenta venerazione per il superfluo e che ammira chi raggiunge il successo rapidamente e senza fatica. Cos’altro possiamo aspettarci che facciano? È questo che mi fa rabbia, Camilla. Il fatto che le strade tra noi e loro divergono e si allontanano sempre più», concluse Tancredi.»

Vincenzo Maimone

aca57747-d363-4a09-80a5-8d985eca032aL’autore Vincenzo Maimone (Messina, 1970) si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Messina. È Ricercatore in Filosofia politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania. È autore di vari saggi e articoli su riviste scientifiche e della monografia, La società incerta. Liberalismo, individui, istituzioni nell’era del pluralismo (Rubbettino, Soveria Mannelli 2002). Ha pubblicato due romanzi, Un nuovo Inizio (Sampognaro e Pupi, 2009) selezionato come semifinalista al Premio Scerbanenco; e L’ombra di Jago (Sampognaro e Pupi, 2011). È appassionato di cucina e ama andare in giro in sella alla sua Harley Davidson

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